Il Ministero del Lavoro boccia il CCNL per i Rider

Bocciato, dal Ministero del Lavoro e sindacati, il primo contratto firmato da Ugl e Assodelivery per i rider


 


ASSODELIVERY e UGL RIDER, hanno sottoscritto il primo CCNL che regola l’attività di consegna dei  Rider, attraverso piattaforme anche digitali. Il Contratto, che decorre dall’1/11/2020, si applica alle aziende facenti parte di Assodelivery e potrà essere applicato alle società che aderiranno alla medesima associazione, o alle aziende che inseriranno un riferimento al presente CCNL nel contratto individuale.
Il nuovo contratto prevede un compenso minimo di 10 euro per ogni ora lavorata, indennità integrative pari al 10%, 15% e 20% in caso di lavoro notturno, festività e maltempo e un premio di 600 euro ogni duemila consegne.
Il Ministero del Lavoro sottolinea come sia demandata ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, la determinazione del compenso dei lavoratori autonomi che svolgano attività di consegna di beni per conto altrui. In difetto della stipula di detti contratti, gli stessi lavoratori non possano essere retribuiti in base alle consegne effettuate ed ai medesimi prestatori deve essere garantito un compenso minimo orario parametrato ai minimi tabellari stabiliti da contratti collettivi nazionali di settori affini (ovvero da quello della logistica, purché sottoscritto dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale). Pertanto, la contrattazione collettiva, anche sottoscritta prima della entrata in vigore del decreto, dovrà comunque svolgersi nel rispetto dei parametri fissati dalla legge.
Per spingere le aziende a raggiungere un accordo, lo scorso settembre il governo aveva approvato il cosiddetto “decreto rider” che imponeva ad Assodelivery di raggiungere un accordo con i rider entro il novembre 2020. In caso contrario, i rider sarebbero stati considerati lavoratori subordinati, con tutti i diritti che ne conseguono, motivo per cui la stessa associazione ha poi firmato con Ugl.
Su tale scia, l’Ufficio legislativo del Ministero del Lavoro ha scritto ad AssoDelivery per bocciare il nuovo contratto collettivo in quanto, secondo la legge, non può essere firmato da una sola organizzazione, tra l’altro non rappresentativa.


A loro volta, i principali sindacati e associazioni di rider hanno protestato minacciando scioperi e azioni legali, accusando l’Ugl di aver sottoscritto un «contratto pirata». Cgil, Cisl e Uil, infatti, non hanno sottoscritto tale accordo, ponendo come condizione che il lavoro dei rider venga qualificato come subordinato e assoggettato al contratto collettivo della logistica, sostenendo che il nuovo contratto non sia altro che una finta operazione di miglioramento delle condizioni di lavoro dei rider, in quanto il testo riconduce ancora al cottimo l’attività di questi lavoratori, anche riguardo la fornitura dei dispositivi di protezione individuale.


Dunque, Cgil, Cisl e Uil, in generale, sostengono che in realtà un contratto collettivo di riferimento ci sarebbe già ed è il CCNL Logistica e Trasporti, riconoscendo, quindi, i fattorini del food delivery come dipendenti, subordinati, e non come autonomi. Nel contratto stipulato con Ugl, invece, un “vero” salario minimo di sette euro, comunque inferiore a quello di riferimento della logistica, è stato inserito, ma riguarderà solo i rider attivi nelle città di nuova apertura e per i primi quattro mesi, dunque una platea ridottissima.
Dal canto suo, AssoDelivery, che sostiene di rappresentare i datori di lavoro dei fattorini quindi le piattaforme di food delivery, ritiene che il rapporto di lavoro dipendente costa molto di più della collaborazione occasionale, per cui, se venisse applicato il Contratto Collettivo Nazionale Logistica e Trasporti, bisognerebbe alzare le tariffe per i consumatori che usano le app oppure abbassare il guadagno delle aziende.
Secondo il Ministero del Lavoro, nel nuovo CCNL il salario sarebbe “parametrato esclusivamente sulle consegne effettuabili nel tempo unilateralmente stimato dalle piattaforme” e questo potrebbe essere in contrasto con le norme previste dal decreto-imprese, a meno che non si arrivi a un contratto collettivo sottoscritto da organizzazioni dei lavoratori che risultano certamente e complessivamente più rappresentativi sul piano sindacale.
Infatti, continua il Ministero, la scelta di stipulare il contratto con un’unica organizzazione potrebbe essere accettabile unicamente se questa rappresentasse la maggioranza degli iscritti a livello nazionale, ma non è questo il caso, dato che Ugl rappresenta appena mille rider su 60mila e si è di recente alleato con Anar, associazione che riunisce i fattorini con idee molto vicine a quelle delle aziende del food delivery. .