Scelta della sede per assistere il familiare disabile


Ai fini della scelta della sede più vicina al proprio domicilio per assistere il familiare disabile, è necessario non solo che il posto al quale il pubblico dipendente aspira ad essere assegnato sia vacante ma che esso sia anche disponibile.


Lo ha ribadito la Suprema Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di una lavoratrice che aveva chiesto di essere trasferita presso un altro ufficio vicino al suo luogo di residenza per assistere la madre riconosciuta persona con handicap in situazione di gravità. Nel rigettare negare tale richiesta, i giudici hanno precisato che, il diritto del lavoratore di scegliere la sede più vicina al proprio domicilio può essere riconosciuto solo “ove possibile”; nella specie, non sussisteva la vacanza del posto in organico, inoltre i posti oltre che vacanti devono essere anche “disponibili”.
In particolare, secondo la normativa, il genitore o il familiare lavoratore, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato ha diritto a scegliere, “ove possibile”, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. La possibilità di applicare tale previsione normativa può essere legittimamente preclusa da principi e da disposizioni che, per la tutela di rilevanti interessi collettivi, non consentano l’espletamento dell’attività lavorativa con determinate dislocazioni territoriali. Il diritto di scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio da assistere non è assoluto e privo di condizione in quanto l’inciso “ove possibile” postula un adeguato bilanciamento degli interessi in conflitto e il recesso del diritto stesso laddove risulti incompatibile con le esigenze economiche e organizzative del datore di lavoro, poiché in tali casi (relativamente ai rapporti di lavoro pubblico) potrebbe determinarsi un danno per la collettività. Nell’ambito del necessario bilanciamento dei contrapposti interessi il diritto di scegliere la sede di lavoro ovvero di essere trasferito alla sede più vicina al proprio domicilio postula che il posto sia esistente e vacante. Relativamente al lavoro alle dipendenze della P.A. è necessario non solo che il posto al quale il pubblico dipendente aspira ad essere assegnato sia vacante ma che esso sia anche disponibile.